Serra Elvira - 2014 - L'Altra by Serra Elvira

Serra Elvira - 2014 - L'Altra by Serra Elvira

autore:Serra Elvira [Serra Elvira]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Biography & Autobiography, General
ISBN: 9788852049637
Google: 5zJrAwAAQBAJ
editore: Edizioni Mondadori
pubblicato: 2014-04-21T22:00:00+00:00


Mia madre

A mia madre lo dissi dopo dieci mesi che la storia andava avanti. Fui astuta, lo riconosco. Eravamo al ristorante in una sera di maggio. Scelsi il nanosecondo esatto in cui il nostro terzo commensale si era alzato per andare in bagno a lavarsi le mani. Stavamo concludendo un fine settimana particolarmente sereno, a spasso per la Sardegna: ne avrei scritto un racconto di viaggio su un supplemento del mio giornale. Con noi c’era M., il fotografo che ci aveva accompagnato in quella bella avventura famigliare: Parto con mamma si sarebbe intitolato il servizio, e rientrava in quella categoria di articoli che mi fanno essere immensamente grata alla mia professione, perché, come disse Luigi Barzini jr, «il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare». Ecco, appunto.

Eravamo sedute in uno dei locali più carini della mia città natale, con la caffetteria e l’atelier monomarca al piano terra, le stanze per i corsi di cucina al primo piano, e i tavoli del ristorante al secondo. Il nostro stato d’animo era dei migliori: eravamo stanche, ma felici dell’esperienza appena condivisa.

Mi feci coraggio e parlai subito, prendendole la mano, senza lasciarle il tempo di approfondire.

«Sai, mamma, quell’uomo di cui non ti voglio mai dire niente?»

«Sì, certo! Finalmente me ne vuoi parlare?»

«Ecco, non ti ho mai voluto dire niente perché non è libero, è sposato.»

«Ecchessaramai? Sai quanti ne conosco così. Ma è separato, vero?»

«No, mamma. Speravo che si separasse. Gli avevo dato il tempo per farlo, ma non prendeva mai nessuna decisione. Allora gli ho chiesto di non sentirci più finché non avrà chiarito le cose con lei.»

«Ah, non è libero... Allora hai fatto bene, figlia mia, allora no, non puoi accettare una situazione così.»

Mi colpì il modo in cui si rabbuiò quando le dissi che lui stava ancora con la moglie. Non lo faceva per moralismo, non era da lei. Vedeva solo tutta la difficoltà della situazione, e a quale rischio mi stavo esponendo. Era preoccupata per me. Molto.

Mi resi subito conto di averle lasciato intendere che non ci stavamo più sentendo, io e lui. Formalmente, non era una bugia. Era vero che, dopo il mio compleanno, avevo dettato a Darcy il quartultimatum, mi pare. E da allora ci eravamo visti solo una volta, per pranzo (quando tirò fuori il famoso coniglio dal cilindro). Mi sentivo veramente decisa, determinata, sicura di non volerlo più frequentare come avevo fatto fino a quel momento. Dunque non avevo mentito, nel ristorante con le rose rosse che cascano dal soffitto, mentre aspettavamo che M. tornasse al tavolo per ordinare.

Ma non potevo non essere turbata dalla tristezza con la quale mia madre aveva chiuso il discorso. Era stato un attimo, eppure non riuscivo a togliermelo dalla testa. Mi sarebbe piaciuto, e non solo in quella circostanza, condividere con lei molte più informazioni, anche solo poter ammettere che mi ero innamorata di nuovo, e così tanto, perché finalmente nella mia vita era entrato qualcuno capace di stravolgerne il senso in modo dolce, confuso e inaspettato.



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